OBAMA IN ARRIVO - conferenza stampa MINISTRO ESTERI CUBA

 

riguardo la visita di OBAMA, STIAMO GIA' SUBENDO LA GROTTESCA "informazione" da parte dei nostri media...liberi e indipendenti (addirittura per sapere cosa ne pensano i cubani intervistano quelli di Miami!). DIFENDIAMOCI DEDICANDO TEMPO DI LETTURA ALLE FONTI DIRETTE.


MINISTRO ESTERI di CUBA: Obama  `deve occuparsi di dar potere al suo popolo… dove il potere è di Wall Street´  

 

 

Riceveremo il Presidente Obama con l’ospitalità e il rispetto che ci caratterizzano e in considerazione della sua condizione di Capo di Stato.

Nel programma di Obama c’è una visita, domenica, a La Habana Vieja. 

Lunedì renderà omaggio a Martí e si riunirà con il Presidente Raúl Castro; avrà poi un incontro con imprenditori cooperativisti e privati cubani.

Martedì si riunirà con la società civile cubana e si rivolgerà al popolo cubano in diretta, dal Gran Teatro Alicia Alonso, trasmesso in televisione per tutto il Paese. 

Obama potrà apprezzare il popolo cubano e le sue realizzazioni, la garanzia piena dei diritti del nostro popolo.

Restano grandi dissensi fra i Governi degli USA e di Cuba in materia di sistemi politici, diritti umani, diritto internazionale, la pace e la sicurezza internazionale.  Abbiamo grandi dissensi sul Venezuela e sul suo Governo legittimo di Nicolás Maduro Moros.

Cuba si è coinvolta in una nuova relazione con il Governo USA nel quadro della sua sovranità. Non sta sul tavolo nessun tipo di negoziato riguardo i nostri affari interni. Cuba non rinuncerà neanche a uno solo dei suoi principi né alla sua politica estera di difesa delle cause giuste dei popoli.  

Cubadebate - Video completo: Minrex., giovedì 17 Marzo 2016

Il Ministro Esteri cubano Bruno Rodríguez Parilla ha rilasciato dichiarazioni (e poi risposto a domande) alla stampa nazionale e straniera riguardo la visita del Presidente Barack Obama, dal 20 al 22 marzo 2016,  e sulle recenti misure annunciate dal Governo statunitense. 

Sulle nuove misure: “Le precedenti misure hanno avuto uno scarso impatto per l’interazione col blocco. Le nuove sono positive e vanno nella giusta direzione ma se ne dovrà verificare la reale efficacia”. Le nuove facilitazioni di viaggio vanno bene, però perché mantenere l’assurda proibizione al turismo e perché obbligare gli statunitensi a conservare note delle spese e delle attività sostenute a Cuba? 

Positiva misura quella che permette l’uso del dollaro, però sono necessari chiarimenti legali e amministrativi affinché le banche abbiano la sicurezza  di non rischiare pesanti multe, così come è avvenuto finora.  Nei prossimi giorni Cuba effettuerà alcune transazioni per comprovare la possibilità delle banche di accettarle e senza multe successive.

In conseguenza Cuba abolirà la commissione del 10% sul cambio del dollaro, misura presa nei momenti della feroce persecuzione finanziaria contro le transazioni cubane in dollari. Misura che sarà effettiva solo dopo l’accertamento della efficacia delle misure annunciate da Washington. 

Le misure annunciate dagli USA non significano normalizzazione delle relazioni bancario- finanziarie fra i due Paesi, dato che ancora non è permesso alle banche cubane avere corrispondenti negli USA, rendendo inutilmente più costose e lunghe le transazioni. Perché il Governo USA non ha risolto questo?

Non è ancora autorizzata la possibilità di investimenti in altre aree che non siano le  Telecomunicazioni. Con delusione abbiamo visto che non sono state autorizzate le esportazioni di prodotti cubani verso gli USA, come i farmaci, né dei servizi. E’ stato solo eliminata l’assurda proibizione per i cittadini statunitensi di consumare prodotti cubani all’estero, comprarli e portarli in patria. 

Perché gli statunitensi non possono usare i vaccini terapeutici cubani contro il cancro?

E limitate sono le esportazioni dagli USA a Cuba.

Perché ci siano relazioni normali nel campo dello sport debbono cessare le politiche che condizionano la presenza di  giocatori cubani di baseball nelle Leghe di quel Paese alla loro rinuncia alla residenza a Cuba

La realtà è che il blocco contro Cuba continua ad essere vigente, nonostante le misure annunciate 48 ore fa.   Lo stesso Segretario del Tesoro degli USA ha appena riconosciuto che il blocco limita altamente le relazioni. Il blocco è, continua e continuerà ad essere, se non si assumono altre misure,   il principale impedimento allo sviluppo economico di Cuba e fonte di privazioni per il nostro popolo. Il blocco e la restituzione della Base Navale di Guantánamo sono i principali impedimenti alla normalizzazione delle  relazioni.

Se al Governo degli USA interessa il bene del popolo di Cuba, di dar potere al popolo di Cuba, che alla fine tolga il Blocco… è ora!

Il Governo degli USA deve occuparsi di dar potere al suo popolo. Nessuno potrebbe negare che lì il potere ce l’ha Wall Street e non il popolo.

 

CONFERENZA STAMPA

Andrea Rodríguez (AP)-   

Signore, lei ha fatto un’analisi dell’ultimo pacchetto di misure prese da Obama ed ha anche menzionato che Cuba pensa di eliminare la commissione del 10% sulla moneta statunitense però mi piacerebbe sapere due cose:

La prima è se Cuba si sta preparando per un qualche pacchetto di misure, non quelle statunitensi, ma quelle cubane verso gli Stati Uniti, che permettano per esempio ad imprenditori di comprare cose di là e portarle qui, o ai giocatori di baseball e a gente della cultura di farsi ingaggiareo alle imprese statunitensi di incrementare il loro commercio con gli USA.

E in altra direzione se questo è tutto quello che vedremo, cioè il 10% da parte di Cuba, prima della  visita degli USA, o pensa che ci saranno altri tipi di temi in discussione fra Cuba e USA

MINREX-Bruno Rodríguez-  Sí.

Non so se Andrea sarebbe in grado di menzionare una qualche misura discriminatoria o restrittiva applicata da Cuba agli Stati Uniti e che potrebbe essere modificata.  Non esiste.  Cuba non discrimina le imprese statunitensi, dà il benvenuto ai turisti statunitensi, desidera approfondire le relazioni cukturali, sportivi, accademici, scientifici, non li restringe in nessun modo. Ha una politica migratoria totalmente aperta, che permette ai cittadini cubani, sempre che abbiano il visto statunitense, di visitae quel Paese o di risiedere lì. 

Noi abbiamo approvato il nostro gran pacchetto di misure nel 1959.  E in tutto questo período siamo andati realizzando in modo permanente, fino a questo minuto, le trasformazioni che chiede la società cubana.

Cuba è un Paese in permanente cambiamento…verso dove cambia?  Verso un’economia più competitiva, più produttiva; verso politiche sociali sempre più giuste, che raggiungano in modo universale tutte e tutti i cubani e che, insieme, si basino sulla massima sostenibilità economica.

Cuba ha appena attuato cambiamenti importanti in materia di investimenti stranieri. Ha appena aperto una zona speciale di sviluppo con incentivi speciali per le imprese straniere.

Nel 2011 Cuba ha adottato un nuovo programma di misure económiche e sociali che abbiamo chiamato Linee di Política Económica e Sociale, che il prossimo Congresso del Partito Comunista de Cuba valuterà nella sua attuazione e cambierà dove dev’esser cambiato dopo un’esperienza di quattro anni.  (…)